La lunga lunga notte

…è arrivato il 4 marzo e tutto è cambiato. Anzi, non è cambiato nulla. Ancora.

Gli Oscar non hanno sorpreso quasi nessuno e a chi si è sorpreso per il risultato delle elezioni politiche mi permetto di dire che “Non credo abbiate prestato poi più di tanta attenzione”.

Questo perché, se mi permettete una metafora, le elezioni in Italia sono come le montagne russe: son piene di cadute e risalite, qualcuno si diverte e qualcuno si spaventa a morte e quando il giro finisce c’è sempre quello che vomita nell’angolo, ma di certo non si può dire che quando sei salito non avessi idea di che cosa ti stava aspettando.

Nessuno ha i numeri, questo è certo. Tutti sono aperti al dialogo, a patto che siano loro a governare. Il PD è praticamente imploso alla prima difficoltà, Renzi dice che si dimetterà ma solo quando lo dice lui. Il centrodestra vorrebbe che i membri del M5S le cui idee sono, diciamo, “compatibili” si staccassero dal movimento per andare ad ingrossare le loro fila, chissà che un aiuto inaspettato non arrivi invece proprio dagli ex-PD. Sta di fatto che tutti si son fatti i loro conti (anche Salvini) e tra un anno Berlusconi torna candidabile. Chissà se ad impedirgli di far cadere il governo non sarà proprio il suo risicatissimo 14%, sempre che appunto nessuno arrivi ad aiutare.

Se non ci si capisce nulla in questo discorso, è perché  nessuno ci sta capendo più nulla.

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