And the Winners are…

E certo. Green Book. Doveva vincere proprio uno dei due film che non ho visto. Mi pare ovvio. E mi toccherà vederlo, che tra critiche e elogi mi è venuta la curiosità. Per il resto si conferma la tendenza degli ultimi anni di distribuire più o meno equamente i premi a tutti i film nominati (o quasi). Per fortuna. Che poi la gente si stufa e gli Oscar non li guarda più.

Solo a me sta cosa dell’intero cast sul palco per premiare il Miglior Film pare una gran poverata? Che tristezza.

Premiato più o meno chi ci si aspettava, in un anno in cui tra i film in gara (almeno quelli che ho visto io) non ce n’era uno che fosse nettamente superiore agli altri. Forse Roma, ma più per tecnica che per storia.
Miglior attore a Rami Malek (inevitabile, ma comunque discutibile), Miglior film straniero, Miglior fotografia e Miglior regia a Roma di Cuaron (era ovvio), Miglior montaggio per Bohemian Rhapsody, (che si porta a casa anche Sound Design e Mixing, e ci mancherebbe altro), Miglior canzone a Shallow di Lady Gaga (che mi è rimasta in testa per almeno 2 giorni), Miglior Sceneggiatura non originale a Spike Lee (l’Oscar per Miglior regia o Miglior film non glie lo daranno mai, come a Tarantino) e Miglior film d’animazione a Spiderman – Into the Spiderverse (che devo recuperare).
Sarà per questo che il vincitore effettivo, il “Miglior film”, ha stupito un po’ tutti e c’è già che ha fatto il paragone con A spasso con Daisy. Dal mio punto di vista, l’unica nota un po’ stonata è forse per il premio per Miglior attrice: lasciando per un attimo da parte il fatto che io personalmente ritenga che l’Oscar a Olivia Colman sia meritato, mi dispiace davvero che Glenn Close sia rimasta a bocca asciutta per la settima volta. Chissà che gli avrà fatto a quelli dell’Academy. Altro che Leonardo Di Caprio. Forse la premieranno come Miglior attrice non protagonista ad 82 anni come a Christopher Plummer o alla carriera come Deborah Kerr. Che se poi glie l’avessero dato, forse avrei pensato un po’ malignamente che più che meritato era un premio di consolazione, come è successo tante e tante altre volte nella storia di questa manifestazione, che in fondo è un po’ come guardare uno che si masturba in chat per due ore, per quanto è autocelebrativa.
Chi lo sa.

Già si vede che non ci credeva molto…
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